Artistica

10 - 11 - 12 novembre

Regia di Massimo Popolizio

Prima del temporale

Da un'idea di Umberto Orsini e Massimo Popolizio

Con Umberto Orsini

Inizio spettacolo: ore 21:00

Durata spettacolo: 85 minuti

Altri interpreti: Flavio Francucci e Diamara Ferrero
Scene: Marco Rossi e Francesca Sgariboldi
Costumi: Gianluca Sbricca
Video: Lorenzo Letizia
Luci: Carlo Pediani
Suono: Alessandro Saviozzi
Assistente alla regia: Mario Scandale

Produzione: Compagnia Orsini

Foto: Claudia Pajewski

Altri interpreti: Flavio Francucci e Diamara Ferrero
Scene: Marco Rossi e Francesca Sgariboldi
Costumi: Gianluca Sbricca
Video: Lorenzo Letizia
Luci: Carlo Pediani
Suono: Alessandro Saviozzi
Assistente alla regia: Mario Scandale

Attraversiamo con il grande Umberto Orsini, diretto da Massimo Popolizio, quel confine tra teatro e realtà. Un lungo viaggio nei ricordi dell’artista e dell’uomo che si trasformano anche nella storia di un Paese intero.

RAJEEV BADHAN, Direttore Teatro Chiabrera

Umberto Orsini, guidato da Massimo Popolizio, dipinge il ritratto di un attore alle prese con i fantasmi del proprio passato. Incontri, amicizie, passioni, amori. Una risata riporta ad un momento di gioia, un lungo silenzio ad una perdita lontana nel tempo.

Durante la mezz’ora che lo separa dall’entrare in scena per recitare da protagonista nel “Temporale” di Strindberg, nel suo camerino Umberto Orsini, con un rovesciamento della percezione del tempo tipica dei sogni, si ritrova a rivivere in un tempo senza fine alcuni momenti della propria vita.
La colonna sonora della realtà di un teatro che si sta animando oltre la porta del suo camerino diventa il pretesto e l’invito a volte spensierato e a volte commosso a ricordare e addirittura a dialogare con i fantasmi del proprio passato in un mescolarsi senza logica temporale dove un suono ne evoca un altro, una risata riporta ad un momento di gioia, un lungo silenzio ad una perdita lontana nel tempo. Incontri, amicizie, passioni, amori, in un gioco ironico e commovente che ripercorre settanta anni della sua vita artistica e privata e la storia del teatro e dell’Italia nella seconda metà del ‘900.

«Il titolo “Prima del Temporale” – dice Umberto Orsini – testimonia un progetto che da tempo avevo in mente: allestire “Temporale” di Strindberg con la regia di Massimo e nove interpreti, progetto azzerato dallo scoppio della pandemia di Covid. Massimo allora mi ha spinto a raccontare la mia vita, prendendo spunto dal mio libro Sold out, ma riflettendo anche su episodi che in parte non sono nel libro, raccontandomi e dialogando con due figure tipiche del mondo teatrale, la sarta di compagnia e un addetto del teatro».

«L’idea – racconta il regista Massimo Popolizio – nasce dal libro autobiografico di Umberto, Sold out (editori Laterza, 2019). Siamo in una città qualunque, prima dell’ultima replica del testo di Strindberg in una situazione bernhardiana. E’ la storia di un ragazzo italiano che, negli anni Cinquanta, parte dalla provincia con pochi soldi e arriva nella grande città, Roma, con il sogno di iscriversi all’Accademia d’Arte Drammatica e, nonostante il marcato accento novarese, viene accettato».

La regia di Massimo Popolizio avvolge la figura dell’attore con la delicatezza con cui si cerca di svelare dei segreti che vogliono comunque restare misteriosi e offrire un ritratto di artista che si stacchi da ogni intento celebrativo. In una scenografia di forte impatto evocativo, dove il suono e le immagini creano un dialogo immaginario col protagonista, si assiste al lungo viaggio verso quel “Temporale” che viene vissuto come un’ultima meta non ancora raggiunta ma appena rimandata. Umberto Orsini si lascia guidare da Popolizio con la fiducia del vecchio attore che affida alla discrezione del più giovane il compito di raccontare frammenti della sua vita e la storia del nostro paese dal dopoguerra ad oggi.

  • Straordinaria prova del grande attore in un testo sincero, fra memoria e sorriso.

    Angela Calvini_Avvenire

  • L’Orsini attore, con una prova ai limiti dell’impensabile, si colloca al di qua della nostalgia e al di là del coinvolgimento emotivo, essendo capace, insieme, di suscitare franche risate e di asciugare le lacrime.

    Enrico Fiore_Corriere del Mezzogiorno

  • Prima del Temporale sarà lo spettacolo italiano imprescindibile della stagione autunnale: ne siamo certi.

    Massimo Bernardini_Huffpost

  • Che commozione, che sfida alle coscienze, e che rifiuto della vanità.

    Rodolfo di Giammarco_La Repubblica