Presentazione
La Stagione del Teatro Chiabrera 2026/2027, prosegue il percorso di innovazione e rinnovamento intrapreso negli anni precedenti, forte dell’esperienza delle passate edizioni e di un rapporto ormai consolidato con il pubblico. La nuova stagione presenta un cartellone attrattivo e stimolante, fedele alla tradizione e al tempo stesso originale e ricco di nuove visioni ed innovazione. Come nelle stagioni precedenti, la programmazione si articola in tre percorsi principali – Artistica, Contemporanea, Musica e Balletto.
“Il Chiabrera è un attore culturale fondamentale per la nostra città, che stiamo valorizzando anche come edificio, con la riattivazione del bar, per ora per gli spettacoli, ma in prospettiva aperto costantemente e con i lavori di recupero del ridotto, fino all’attivazione della nuova Azienda Speciale. In questi anni la direzione ha seguito una linea progettuale chiara che si è sviluppata di anno in anno, anche nel percorso di candidatura a Capitale Italiana della Cultura, e per noi questa evoluzione progressiva è una chiave fondamentale. Quest’anno il teatro compie un ulteriore passo avanti nel segno dell’innovazione dei linguaggi e dell’attenzione al presente di cui ci fornisce importanti chiavi di lettura”.
Il Sindaco di Savona
Marco Russo
“Con grande orgoglio inauguriamo la nuova Stagione Teatrale del Chiabrera, un appuntamento centrale per la vita culturale del nostro territorio. Il programma di quest’anno propone un’offerta di alto profilo artistico, capace di coniugare la valorizzazione della grande tradizione teatrale con l’innovazione dei linguaggi contemporanei. Sono state scelte grandi storie, importanti regie e artisti straordinari per vivere insieme serate indimenticabili nel nostro meraviglioso Teatro che si conferma uno spazio fondamentale di crescita civile, riflessione e coesione sociale per tutta la cittadinanza e gli amanti della prosa, della musica e dei nuovi linguaggi di sperimentazione”.
Assessore alla Cultura
Nicoletta Negro
“Anche quest’anno la programmazione dedica un’attenzione particolare alle scuole e alle nuove generazioni perché crediamo che la cultura debba essere un’esperienza accessibile e condivisa, capace di accompagnare la crescita di ragazze e ragazzi.
Il teatro, così come tutti i luoghi della cultura, deve essere un luogo vicino, familiare, in cui i giovani possano sentirsi accolti e non ospiti. Per questo riteniamo importante abbattere anche le barriere economiche che possono impedire a bambini e ragazzi di vivere queste esperienze.
Il progetto costruito insieme tra Teatro e Politiche educative negli ultimi due anni ha portato gratuitamente al Chiabrera oltre 1.400 studenti degli Istituti Comprensivi e ha dimostrato quanto sia importante offrire a tutte e tutti la possibilità di avvicinarsi al teatro. Non si tratta soltanto di assistere a uno spettacolo, ma di vivere insieme un’esperienza culturale e formativa, che coinvolge la classe e può lasciare un segno nel percorso di crescita”.
Assessore alle Politiche Educative
Elisa Di Padova
Spiega il Direttore, Rajeev Badhan “Questa quinta stagione chiude simbolicamente il cerchio iniziato nel 2022 tra apollineo e dionisiaco. Consapevole sempre più come la divisione tra questi due elementi rappresentino, come qualsiasi confine, non un punto di separazione, ma la linea di contatto che è in grado di generare nuova linfa, nuove visioni e nuove energie. Anche la struttura del Teatro quest’anno torna a vivere pienamente: sarà nuovamente fruibile lo storico bar, rimasto chiuso per alcuni anni, prima a causa della pandemia e poi per i lavori di adeguamento e ristrutturazione. Così come la realtà trasforma la struttura fisica del teatro, così ho costruito anche questa Stagione 2026/2027 che nasce dall’osservazione del tempo dell’oggi e da tre grandi temi che ne attraversano e ne plasmano la programmazione.
Il primo è il confine, sempre più sottile, tra verità e finzione, tra personaggio e persona, tra le aspettative della società e l’individuo. Il secondo è quello, purtroppo attualissimo, della guerra come esercizio di un potere irrazionale. Il terzo è il tema della giustizia.
Tre temi che non costituiscono compartimenti separati, ma si incontrano, si sovrappongono e si contaminano, proprio come i confini da cui questa stagione prende origine. Questi temi attraversano opere come Romeo e Giulietta, in esclusiva per la Regione Liguria, che Paolo Valerio non ambientata a Verona, ma nei Balcani degli anni Novanta, con un forte riferimento simbolico alla vicenda di Admira Ismić e Boško Brkić, passati alla storia come i “Romeo e Giulietta di Sarajevo”. Oppure Lisistrata, nella versione di Lella Costa e Serena Sinigaglia: un grande classico del teatro antico che diventa una riflessione contemporanea sul potere e sul ruolo delle donne nella società. In una società ancora straziata dalla guerra, la scelta di Lisistrata diventa una provocazione, un atto di ribellione travestito da risata.La riflessione sul potere continua con Riccardo III, nella magistrale interpretazione en travesti di Maria Paiato, che scava nelle viscere del male e nelle dinamiche del potere.Il tema tra realtà e finzione attraversa invece l’apertura della stagione con Prima del Temporale. Dove l’artista e l’uomo Umberto Orsini scava nei nei propri ricordi personali che diventano anche i ricordi dell’Italia intera grazie alla regia di Massimo Popolizio. Si prosegue con la riscrittura fatta da Michele Sinisi di Tartufo, dove la maschera di Moliere diventa un abile manipolatore contemporaneo. Arriva poi Hospitality suite di Roger Rueff, con Francesco Scianna e il vincitore come migliore attore del David di Donatello 2026 Sergio Romano. Spettacolo ambientato in una suite d’albergo durante una convention aziendale, la pièce segue tre venditori di un’importante compagnia industriale che cercano di conquistare un potenziale cliente cruciale per le sorti dell’azienda. Il dialogo serrato tra i personaggi svela poco a poco le loro vulnerabilità, ambizioni e illusioni, offrendo al pubblico uno spaccato umano che va ben oltre la superficie professionale. Una riflessione attuale e potente sul lavoro, le relazioni interpersonali e le domande esistenziali che ognuno si pone nel corso della propria vita. A marzo la stagione artistica continua con il ritorno della Familie Flöz con Dr. Nest, che con le loro famose maschere e la loro poesia esplorano in chiave ironica l’enigmatica cartografia del cervello e le torbide profondità dell’animo umano, ispirandosi al vasto campo della neurologia. Infine il ritorno al Teatro Chiabrera, in prima regionale, di Gabriele Lavia con Dopo la prova di Ingmar Bergman, vero e proprio testamento spirituale del grande cineasta, che indaga il significato profondo del fare teatro e il rapporto simbiotico e doloroso tra chi crea l’arte e chi la interpreta. Infine, ho invitato a chiudere la Stagione Artistica Perfetti sconosciuti, l’adattamento teatrale del celebre film scritto e diretto da Paolo Genovese, nella sua prima regia teatrale, sul tema della verità e della necessità, o meno, di renderla nota.
La stagione contemporanea inizia con Kohlhaas, tratto dall’omonima opera di Heinrich von Kleist. Il racconto si basa su un fatto di cronaca veramente accaduto quasi 500 anni fa e induce ad una riflessione profonda sul tema della giustizia. Spettacolo di Marco Baliani che ha superato più di 1100 repliche e ispirato generazioni di spettatori ed attori diventando un vero e proprio riferimento del teatro di narrazione italiano. A gennaio si prosegue con Bestiario Idrico di e con Marco Paolini, scritto con lo scienziato Giulio Boccaletti che ci trasporta tra ecologia, memoria e storia nel paesaggio idrico italiano, mettendone in luce la complessità e la fragilità di fronte ai cambiamenti climatici in corso. Paolini ci pone di fronte ad uno spettacolo che parla di tutti noi, delle rive in cui abitiamo e del futuro che possiamo ancora decidere. Il 22 gennaio, arriva al Teatro Chiabrera Sonoma, capolavoro del coreografo Marcos Morau dove nove danzatrici della compagnia La Veronal sono le protagoniste assolute in un’ambientazione che intreccia il surrealismo di Luis Buñuel a suggestioni quasi medievali, in uno degli appuntamenti internazionali più importanti della stagione. Seguirà Il bar sotto il mare, tratto dall’opera di Stefano Benni e interpretato dal comico Antonio Ornano, in Prima Regionale. Un viaggio tra comicità e poesia, in un mondo grottesco e onirico popolato da voci fuori dal coro.
A fine febbraio Antigone di Jean Anouilh, per la regia di Roberto Latini e con Manuela Kustermann, ci trasporterà in una storia antica che risuona ancora piu forte nei tempi dell’oggi innescando una riflessione sul presente dalla rara intensità emotiva.
A marzo sarà la volta di Shakespearology, un one-man-show su Williams Shakespeare in chiave pop di Teatro Sotterraneo, che ritorna a Savona con uno spettacolo divertente ed irriverente e chiama l’immortale bardo inglese a conversare con il pubblico di oggi.
A chiudere la Stagione Contemporanea sarà The Horse of Jenin, pluripremiato monologo tragicomico scritto e interpretato dall’attore palestinese Alaa Shehada, che unisce stand-up comedy, maschera e narrazione per raccontare la resilienza del popolo palestinese attraverso la storia vera di un cavallo di metallo alto 5 metri, costruito con i detriti dell’invasione. Shehada formatosi al Freedom Theatre del campo profughi di Jenin, nei territori Palestinesi occupati in Cisgiordania, ha ottenuto con questo lavoro riconoscimenti internazionali.
La programmazione non si esaurisce qui. Oltre ai nove titoli per tre serate della Stagione Artistica, ai sette spettacoli della Stagione Contemporanea ed Internazionale, la programmazione continua con la Stagione Musicale e Balletto che si apre il 19 novembre con il concerto del maestro Domenico Nordio e l’Orchestra di San Marco. A dicembre sarà la volta di Oipà, un viaggio attraverso quattro secoli di mandolino italiano, da Vivaldi a Della Vecchia, con Carlo Aonzo solista ed Het Consort diretto da Alex Timmerman. La serata sarà la prima esecuzione italiana della composizione che dà il titolo al concerto. Il 2027 si apre con il concerto per pianoforte di Daniele Martinelli, Primo Premio al 41° Premio Venezia del Teatro La Fenice e vincitore del Premio Nazionale delle Arti di Bolzano, affermatosi anche in importanti concorsi internazionali. Mentre il primo febbraio arriva uno degli appuntamenti più attesi della stagione: il primo violino della Scala di Milano Laura Marzadori sarà protagonista di un progetto che unisce musica classica e teatro. Accompagnata dai Solisti di Pavia e dall’attore Gioele Dix, eseguiranno la Sonata a Kreutzer, in un evento che ho dedicato alla commemorazione dei 200 anni dalla morte del genio immortale di Ludwig van Beethoven. Verso la chiusura arriverà a Savona il pianista statunitense Eric Lu, ultimo vincitore del Premio Chopin 2025. Infine il 15 aprile, il concerto a 4 mani per pianoforte del duo Beatrice ed Eleonora Dallagnese chiuderà la programmazione. Il consueto appuntamento, fuori abbonamento, con il grande balletto è quest’anno con Lo Schiaccianoci del Balletto di Siena, in scena il 3 dicembre 2026.
Infine anche quest’anno la proposta per le scuole prosegue con Treasure Island, spettacolo in lingua inglese tratto dal romanzo di R.L. Stevenson a cura di Erasmus Theater. Per i più piccoli invece una proposta che spazia dalla tradizione dei burattini con Arlecchinate di Bambabambin Puppet Theater ai nuovi linguaggi con Giallo Mare Minimal Teatro ed il suo Ape Pina.
Benvenuti alla 60° Stagione del Teatro comunale di Savona Gabriello Chiabrera.
Un grande traguardo, per uno dei più belli tra i teatri riconosciuti come monumenti nazionali Italiani e che coincide con la mia terza stagione che
vuole rivoluzionare il Teatro Chiabrera allargandone l’orizzonte. Non solo riconoscere il suo passato, ma anche riflettere su come le sue radici profonde ci spingano a guardare oltre, verso nuove prospettive artistiche. Ripensare questo teatro significa tenere conto della sua storia, ma anche interpretare le esigenze dell’oggi e del domani.
Entrambi i risultati sono mete importanti e vedono proseguire, rafforzando, le connessioni emotive instaurate con il pubblico, ricollegando come in una nuova costellazione le “stelle” seminate con gli spettacoli in questi anni, tra territorialità e sguardo internazionale, tra tradizione e l’essere cittadinəeuropei, in una Stagione che mescola comicità e ricerca, prime regionali e graditi ritorni, passato e futuro, classici ed innovazione. Per un programma che ho costruito attraverso l’ascolto e una visione che ci guidi emotivamente e spiritualmente verso le nuove rotte che il futuro ci chiama ad intraprendere, pensando proprio a quell’angelo della storia “in cui quel che è stato si unisce fulmineamente con l’adesso in una costellazione”, appunto, contemporanea.
Cosa sono le rotte se non dei collegamenti, tutto si collega.
Sono voluto partire in questo viaggio da Walter Benjamin, che ha scritto L’angelo della storia insieme ad Hannah Arendt già interpretata dalla savonese Paola Bigatto ne “La banalità del male” per la mia prima stagione al Teatro Chiabrera, passando poi per il testo di chi ha violentemente segnato non solo il pensiero di questi filosofi, il Mein Kampf, analizzato da Stefano Massini che indubbiamente ci conduce al potente lavoro di Romeo Castellucci, Terzo Reich.
Un percorso che ci chiama non solo a guardare gli spettacoli, ma vedere oltre ad essi per immaginare futuri.
Immaginari che ci fanno scivolare nella tragedia delle tragedie, il mito di Edipo, che Alessandro Serra riscrive utilizzando il grecanico, lingua antica e dialettale allo stesso istante.
Istanti che riportano alla luce la profonda solitudine dell’essere umano in Tre sorelle di Muta Imago o nell’intimità del nuovo lavoro di Pippo Delbono, Il Risveglio.
Ma non mancheranno spettacoli che ci guideranno con un sorriso verso queste riflessioni sull’oggi come Luca Bizzarri o Alessandro Bergonzoni, le Nina’s Drag Queen o nuovamente la trasformazione di Tullio Solenghi in Gilberto Govi per Pignasecca e Pignaverde di Franco Branciaroli in Sior Todero Brontolon.
Ci sarà anche un teatro che parla del teatro, come i Ragazzi Irresistibili dove Umberto Orsini e Franco Branciaroli interpretano due anziani attori mescolando vita e finzione, Silvio Orlando in Ciarlatani dello spagnolo Pablo Remón e musica che parla di musica, Miles Davis raccontato da Paolo Fresu.
Quindi la stagione musicale, che quest’anno spazierà da Bach a Rachmaninov, da Mozart a Chopin, da Brhams a Gershwin e oltre a valorizzare nuovi talenti, artisti liguri e sguardi verso le rotte del Mediterraneo e delle Americhe ospiterà una tra le più grandi pianista di oggi, Beatrice Rana in duo con la sorella Ludovica Rana, per un programma intimamente femminile La musica si mescolerà anche nella proposta per le scuole, nello spettacolo di marionette “La festa dell’imperatore” ispirata all’opera l’impresario teatrale di Mozart, poi ci saranno le proposte per i più piccoli e per le scuole superiori come “Giovinette, le calciatrici che sfidarono il duce”.
Questa mia terza stagione, con molti intrecci e parallelismi, tenta di restituire la schiacciante complessità del presente, sperando di spingere lo spettatore, attraverso il percorso da me costruito in questa stagione, ad alzare lo sguardo verso nuovi orizzonti.
Arriviamo quindi allo spettacolo di Teatro Sotterraneo, ritorniamo a L’angelo della storia e a Walter Benjamin, che ha guidato questa mia ricerca curatoriale. L’angelo della storia guarda al passato, ma è spinto avanti dal vento del futuro.
Così anche noi spero, in questa stagione, ci confronteremo con quello che è stato, con i classici e l’innovazione, ma sempre con uno sguardo rivolto oltre, alle nuove rotte che ci attendono.
Il Direttore del Teatro Chiabrera
Rajeev Badhan




