Contemporanea
12 marzo
Concept e regia Sotterraneo
Shakespearology
Un’intervista impossibile a William Shakespeare
Scrittura Daniele Villa
Con Woody Neri
Inizio spettacolo: ore 21:00
Durata spettacolo: 75 minuti
Luci: Marco Santambrogio
Costumi: Laura Dondoli
Sound design: Mattia Tuliozi
Tecnica: Monica Bosso
Produzione: Sotterraneo
Sostegno: Regione Toscana, Mibact
Residenze artistiche: Centrale Fies_art work space, CapoTrave/Kilowatt, Tram – Attodue, Teatri di Pistoia
Sotterraneo fa parte del progetto Fies Factory, è Artista Associato al Piccolo Teatro di Milano ed è residente presso Teatri di Pistoia
Foto: Francesco Niccolai
Luci: Marco Santambrogio
Costumi: Laura Dondoli
Sound design: Mattia Tuliozi
Tecnica: Monica Bosso

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Sotterraneo ritorna al Teatro Chiabrera con questo one-man-show. Dopo secoli passati a interrogare la vita e le sue opere, finalmente è lui, William Shakespeare che dice la sua, interrogando il pubblico del nostro tempo.
RAJEEV BADHAN, Direttore Teatro Chiabrera
Dice Jerome Salinger: “quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono”. È da un po’ di tempo che volevamo usare il teatro come quella famosa telefonata, per incontrare Sir William Shakespeare in carne-e-ossa e fare due chiacchiere con lui sulla sua biografia, su cosa è stato fatto delle sue opere, su più di 400 anni della sua storia post-mortem dentro e fuori dalla scena – come se accompagnassimo Van Gogh al Van Gogh Museum o Dante in mezzo ai turisti che visitano la sua abitazione fiorentina.
Partiamo dall’immaginario collettivo per parlare con Shakespeare. Certo, non sarà il vero, autentico, originario William Shakespeare, ma se riusciamo a incontrare anche uno solo dei possibili Shakespeare, forse l’esperimento potrà dirsi riuscito.
Shakespearology è un one-man-show, una biografia, un catalogo di materiali shakespeariani più o meno pop, un pezzo teatrale ibrido che dà voce al Bardo in persona e cerca di rovesciare i ruoli abituali: dopo secoli passati a interrogare la sua vita e le sue opere, finalmente è lui che dice la sua, interrogando il pubblico del nostro tempo.









