La Macchina Teatrale
glossario tecnico
In teatro, le parole non vivono solo nei copioni degli attori. Esiste un altro vocabolario, meno visibile ma altrettanto vitale: è quello dei tecnici, dei macchinisti e degli scenografi. In questo mondo sospeso tra artigianato e ingegneria, le parole sono veri e propri strumenti di lavoro, precisi come un martello o un cacciavite.
Dire “fune” invece di “corda” o chiamare “quadratura” l’insieme dei teli neri che avvolgono il palco non è un vezzo da esperti, ma una necessità. In un ambiente dove decine di persone lavorano nel buio, spesso con carichi sospesi sulla testa e tempi strettissimi, usare il termine esatto garantisce la sicurezza e la precisione millimetrica di ogni movimento scenico.
Ecco i termini essenziali per orientarvi nel labirinto tecnologico del Chiabrera e scoprire che la magia, in fondo, è una macchina perfetta mossa da parole precise.
La meccanica superiore, l’ossatura del teatro
Graticcio (o Graticciata)
Il soffitto tecnico, fatto di travi di legno o ferro distanziate situato sopra il palco. È calpestabile e permette ai macchinisti di fissare le carrucole (“rocchetti”) attraverso cui passano le corde per sollevare per sollevare scenografie e luci.
Tiri
Il sistema di funi che permette di far salire o scendere elementi scenici. Possono essere manuali (azionati dalla forza dei macchinisti) o elettrici. Un tiro si dice “in dima” quando l’oggetto è perfettamente allineato al suolo.
Stangone
Una lunga barra orizzontale, di legno o metallo, appesa ai tiri. Serve a sostenere fondali, quinte o proiettori.
Rocchetto
La carrucola fissata al graticcio.
Tagliafuoco
Una pesante barriera metallica che, in caso di emergenza, scende a separare ermeticamente il palcoscenico dalla sala per proteggere il pubblico.
Lo spazio scenico
Piano di Calpestio
La superficie dove recitano gli attori. Spesso è costruito in legno di abete o pioppo per poter essere inchiodato e per assorbire i rumori.
Boccascena
L’apertura architettonica che divide il palco dalla platea.
Sottopalco
Lo spazio situato sotto le assi del palcoscenico. Viene usato per riporre attrezzi di scena o per far apparire attori attraverso le “botole”.
Ribalta
La parte del palcoscenico che si protende verso la sala, davanti al sipario. Un tempo ospitava le luci a olio che illuminavano gli attori dal basso. Da questo elemento scenico deriva il termine “essere alla ribalta.
Golfo Mistico (o Buca d’Orchestra)
Lo spazio ribassato tra la platea e il palco destinato all’orchestra. Il termine “mistico” fu coniato da Richard Wagner per indicare un luogo dove la musica nasce senza che si vedano i musicisti, quasi fosse magica.
La quadratura nera
Quinte
Pannelli di stoffa scura, solitamente velluto nero, ai lati del palco. Servono a nascondere i tecnici e creano i “corridoi” per l’entrata e l’uscita degli attori.
Cielo, o Soffitto
Un telo nero orizzontale teso tra le quinte superiori. Serve a nascondere alla vista del pubblico il graticcio e i riflettori.
Fondale
Il grande telo che chiude la scena sul fondo. Può essere bianco, per le proiezioni, nero, per creare il vuoto, o dipinto con paesaggi.
Sipario e Arlecchino
La grande tenda di velluto che apre e chiude lo spettacolo. L’arlecchino mobile è invece la mantovana superiore (la striscia di stoffa orizzontale) che permette di regolare l’altezza visibile del boccascena.
Curiosità: il sipario storico del Teatro Chiabrera, ad opera del milanese Gaetano Borgo Caratti, rappresentante la “deificazione” da parte delle Muse del Chiabrera, è andato distrutto nell’incendio del 1883, così come il secondo sipario o “comodino” rappresentante lo sbarco di Cristoforo Colombo in America realizzato dal genovese Michele Bruno su bozzetto dello stesso Borgo Caratti.
Luce e Suono
Americana
Una struttura a traliccio in metallo sospesa sopra il palco che ospita i proiettori. Si chiama così perché i primi modelli arrivarono dagli USA nel dopoguerra.
Sagomatore
Un proiettore speciale che permette di “ritagliare” il fascio di luce con delle lamelle, illuminando solo una porzione precisa del palco, ad esempio solo il viso di un attore.
Gobo
Un piccolo disco di metallo o vetro con un disegno intagliato. Inserito in un proiettore, permette di proiettare sul palco forme come alberi, finestre o loghi.
Gelatina
Un foglio di acetato colorato e resistente al calore che si mette davanti ai fari per cambiare il colore della luce.
Spia, o monitor
Altoparlante rivolto verso gli attori o i musicisti per permettere loro di sentire la propria voce o la musica.
Mixer audio e luci
Le “centraline” da cui i tecnici controllano l’intensità delle luci e i volumi dei microfoni.




