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Artistica

19 - 20 - 21 aprile

ORE 21:00

durata spettacolo: 90 minuti

Regia di Romeo Castellucci

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di Romeo Castellucci

con: Valer Dellakeza

altri interpreti: gli agenti Luca Nava, Sergio Scarlatella, e con uomini dalla strada
musica: Scott Gibbons
collaborazione alla drammaturgia: Piersandra Di Matteo
assistenti alla regia: Silvano Voltolina, Filippo Ferraresi
scrittura degli stendardi: Claudia Castellucci

produzione: Societas Raffaello Sanzio
in coproduzione con: Kunsten Festival des Arts Brussels, Printemps des Comédiens Montpellier, LAC Lugano Arte Cultura, Maillon Théâtre de Strasbourg – Scène Européenne, Temporada Alta, Manège-Maubeuge Scène nationale, Le Phénix Scène nationale Pôle européen de création Valenciennes, MC93 Maison de la Culture de Seine-Saint-Denis, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Ruhrfestspiele Recklinghausen, Holland Festival Amsterdam, Triennale Milano Teatro, National Taichung Theater, Taiwan

foto: Luca del Pia, Jean-Michel Blasco

Lo spettacolo si apre con scene della quotidianità, ma la naturalezza che le caratterizza si fa divorare dall’onda progressiva di una regolamentazione. Una dittatura invisibile governa lo spettacolo.
Gli Attori reclutati non hanno imparato la parte: la imparano mentre la assumono, attraverso l’esecuzione di ordini telecomandati. Questi Attori, per poter partecipare allo spettacolo, hanno controfirmato un patto in cui dichiarano di attenersi fedelmente ai comandi. Si tratta di un impegno che essi devono essere in grado di condurre fino in fondo. La coscienza si ferma qui. Poi comincia l’esperienza dell’alienazione, in cui eseguiranno azioni senza capire, né prepararsi.
Cosa significa questo? Questa condizione, lungi dall’essere un’improvvisazione costruttiva, schiaccia il tempo della consapevolezza fino ad azzerarlo. È un paradigma di velocità massima che brucia ogni interstizio minimamente critico. È dunque un ‘abbandono’, un votarsi, un annullarsi, in una parte che gli Attori non conoscono? Sembrano gesti intimi, a vederli dall’esterno, e lo sono, ma noi sappiamo anche che sono gesti ‘intimati’, in una oscura confusione tra intimità e intimazione; in una frenesia che non consente alcuno spazio al ripensamento.

Il nodo tra attore e spettatore si stringe sino a soffocare ogni distinzione. La recita coincide con la vita che accade realmente. La parte non è più da preparare, ma da verificare. Nessuna improvvisazione, ma il baratro di un presente assoluto.

Per la prima volta a Savona la figura più rivoluzionaria del Teatro. Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia, già direttore della 37ª Edizione della Biennale Teatro di Venezia e regista di opere liriche per le più importanti istituzioni nazionali.

RAJEEV BADHAN, Direttore Teatro Chiabrera

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