Autoritratto
Autoritratto
Autoritratto
Contemporanea

6 febbraio

ORE 21:00

Autoritratto

di Davide Enia

musiche composte ed eseguite da: Giulio Barocchieri
scene/luci: Paolo Casati
suono: Francesco Vitaliti
si ringrazia: Antonio Marras per gli abiti di scena

coproduzione: CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Accademia Perduta Romagna Teatri, Spoleto Festival dei Due Mondi

Dire chi è Davide Enia in una sola definizione è complicato.
È un autore, certamente, un narratore, un interprete, un regista. Sin dai suoi esordi si è distinto per la pacatezza nella voce, la morbidezza unica della
sua cadenza palermitana e la naturalezza del gesto che all’improvviso deflagrano nel disordine di un “modo” che discende dal cunto. Nei suoi spettacoli spesso si inciampa in frasi come “Mi ricordo che una volta…”.
In Autoritratto, invece, la miccia è un ricordo mancato: «Io non ho nessun ricordo del 23 maggio 1992». Il trauma ha generato una voragine, specchio di quella causata dall’esplosione sull’autostrada di Capaci. A partire dal vuoto di questa ferita, Enia fa il suo autoritratto, che è suo ma non appartiene a lui soltanto. Arriva alla radice profonda che la mentalità mafiosa ha scavato nelle persone, sottotraccia, in banali non detti, in dinamiche relazionali che perdendo l’eccesso della criminalità si sono insinuate nella quotidianità del vivere. Perché mai una strage mafiosa e Cosa Nostra stessa dovrebbero essere uno strumento per conoscersi? Perché il punto, dice Enia, non è «capire in assoluto la mafia in sé, quanto cercare di comprendere la mafia in me». Il mostro non è mai fuori di noi. È spaventosamente dentro. Lo spettacolo, che vede in scena insieme a Enia il musicista Giulio Barocchieri, attraversa il tempo della vita di
Davide. Tanti spartiacque: il prima e il dopo l’uccisione di Don Puglisi, il prima e il dopo l’uccisione del piccolo Di Matteo; appuntamenti in cui la mafia è stata lì, a un passo da lui. E ripercorrendoli disegna quella che definisce “una costellazione del lutto”, che appartiene a tutti i siciliani che disprezzano la Mafia ma che dentro ne portano i segni.
Un’autoanalisi tragica che alimenta una coscienza collettiva.

Davide Enia porta in scena uno spettacolo intimo e necessario, un risveglio di coscienza collettivo sulla mafia e Cosa Nostra

RAJEEV BADHAN, Direttore Teatro Chiabrera

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