Scuola
20 - 21 marzo
Coreografia di Michele Abbondanza, Antonella Bertoni
Romanzo d’infanzia
di Bruno Stori
Con Michele Abbondanza, Antonella Bertoni
Inizio spettacolo: ore 10:30
Durata spettacolo: 55 minuti
Massimo 250 persone – platea e prima galleria
dai 6 anni in su
Interpretazione: Michele Abbondanza, Antonella Bertoni
Drammaturgia: Letizia Quintavalla, Bruno Stori
Musiche: Alessandro Nidi
Ideazione luci: Lucio Diana
Elaborazioni sonore: Mauro Casappa
Costumi: Evelina Barilli
Fonica: Tommaso Monza
Luci e direzione tecnica: Claudio Modugno
Voce fuori campo vers. italiana: Silvano Pantesco
Una produzione Quintavalla – Stori – Compagnia Abbondanza/Bertoni
Coproduzione: Teatro Testoni Ragazzi
Foto: Marco Caselli e Dario Bonazza
dai 6 anni in su
Interpretazione: Michele Abbondanza, Antonella Bertoni
Drammaturgia: Letizia Quintavalla, Bruno Stori
Musiche: Alessandro Nidi
Ideazione luci: Lucio Diana
Elaborazioni sonore: Mauro Casappa
Costumi: Evelina Barilli
Fonica: Tommaso Monza
Luci e direzione tecnica: Claudio Modugno
Voce fuori campo vers. italiana: Silvano Pantesco
Romanzo d’infanzia è uno spettacolo in cui il linguaggio del teatro-danza, normalmente riservato ad un pubblico non di giovanissimi, si propone in una formula più narrativa ed immediata in modo da renderlo fruibile anche dai bambini. L’infanzia è il diamante della nostra vita, è grezza e abbagliante. Si può scheggiarlo e offuscare la potenza della sua luce.
E questo è male? Non so, ma fa male, molto male.
Se è vero che d’amore si può impazzire è ancor più vero che senza amore si diventa matti e infelici. E che disastro i bambini senza amore o con troppo amore.
Tra gli eterni deboli ci sono i bambini.
Crediamo che la diversità sia un diritto che va ribadito in ogni epoca e in ogni paese. Insomma è sempre tempo di trovarsi dalla parte di chi perde, di chi è più debole. Da questi presupposti deriva un metodo di lavoro che influenza e definisce soprattutto la drammaturgia e il lavoro con i danzatori-attori, considerati più importanti del personaggio, del testo e portatori di materiale umano prezioso e vivo.
Questo lavoro parla del disagio infantile all’interno dei rapporti primari-affettivi, della violenza fisica e psicologica che l’infanzia subisce a casa o nelle istituzioni, del delitto di non ascoltare i propri figli, di colpe senza colpevoli. Una dedica a tutti coloro che non possono fare a meno dell’amore.
Romanzo d’infanzia è uno spettacolo di particolare intensità e poesia, pluripremiato e acclamatissimo in Italia e all’estero da 25 anni (premio ETI/STREGAGATTO 1997/98).
Spettacolo cult della Compagnia Abbondanza/Bertoni con oltre 600 repliche.
Spettacolo dedicato a tutti coloro che non possono fare a meno dell’amore, che danza e parla della relazione tra genitori e figli.
Commuove gli adulti e fa ridere i bambini, per questo è vivamente richiesta la loro presenza, essendo una creazione nata soprattutto per un pubblico giovane.
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L’obiettivo degli autori è raggiunto: la freschezza del duo Abbondanza-Bertoni riesce, senza trucchi né inganni, a sedurre gli adulti ipnotizzando i bambini.
Valeria Crippa_Corriere della Sera, 3 luglio 1998 [
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[…] un’ora di spettacolo magistrale, dove il teatro e la danza si fondono in una travolgente esplosione di energia.
Orianne Charpentier_Le Monde-Aden, 10 maggio 2000
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Romanzo d’infanzia è un racconto crudele, ma abitato dalla grazia e dallo humour. Le capriole e le battute scherzose del duo di danzatori transalpini – il tenebroso Michele Abbondanza e l’avvincente Antonella Bertoni, che interpretano successivamente tutti i ruoli – strappano il sorriso, illuminano i volti di grandi e piccini, immersi nella penombra dei propri tormenti.
Laurent Raphaël_La Libre Belgique, 21 novembre 2003
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Si tratta di uno dei più intelligenti e piacevoli lavori italiani del teatro per ragazzi degli ultimi anni. Romanzo d’infanzia è un lavoro concepito da Abbondanza e Bertoni assieme a Letizia Quintavalla e Bruno Stori del Teatro delle Briciole di Parma, e affronta in modo diretto ma con estrema grazia e poesia il rapporto difficile, affascinante e spesso violento tra adulti e bambini.
Fabio Zamboni_Trentino, 3 febbraio 2004






